Cos’è il training autogeno

Il Training Autogeno di J.H.Schultz – 1932 – (che, per comodità, possiamo abbreviare in T.A.) significa, letteralmente “allenamento auto generato”. Un allenamento è l’apprendimento graduale di esercizi sistematici e ripetuti che, in questo caso, riguardano sia l’aspetto somatico (o fisico) sia quello psichico. “Auto generato” deriva dal greco “autos = da sé” e “genos = che si genera”, cioè significa che questo tipo di allenamento ha la caratteristica di generarsi da sé, senza dover essere diretto da altri, come ad esempio avviene nell’ipnosi, in cui gli individui che svolgono l’esercizio hanno un ruolo prevalentemente passivo. I benefici che l’acquisizione della tecnica può portare sono:

  • Un rapido recupero delle energie. Le tensioni emotive comportano un grande dispendio di energie, mentre il loro recupero è assicurato dal sonno fisiologico. La tecnica autogena, facilmente accessibile, semplice nell’esecuzione e rapida nei risultati, può sostituire in alcuni casi il sonno, consentendo un immediato e profondo recupero di energie. Ci si può avvalere del T.A. quando si debba far fronte a situazioni che richiedano grandi sforzi, prestazioni straordinarie, occasionali riduzioni di sonno.
  • Autoinduzione alla calma. A causa di situazioni particolarmente ansiogene come parlare in pubblico, competere a livello sportivo, lavorare in un clima di continua tensione e dai ritmi serrati, partecipare a riunioni di lavoro, prima di un esame scolastico/universitario, etc. le reazioni emotive sembrano incontrollabili. È necessario però mostrarsi padroni della situazione, sicuri di sé e in grado di affrontare al meglio le circostanze contingenti. Il T.A. fa acquisire un atteggiamento più tranquillo e disteso, anche di fronte a situazioni critiche o ostili, smorzando le reazioni emotive.
  • Autoregolazione di funzioni corporee. Si impara, col T.A., non solo a generare in pochi secondi uno stato di calma, ma anche a regolare le funzioni vegetative, quelle considerate ‘autonome’ in quanto al di fuori di ogni possibile controllo volontario. Si tratta della circolazione sanguigna, del battito cardiaco, della respirazione o della digestione. Inoltre, come uno psicofarmaco, ma senza effetti collaterali, va a sopprimere i sintomi manifesti di alcune patologie andando ad agire anche sulla causa della sofferenza interiore ristabilendo un buon equilibrio psico-fisico.
  • Miglioramento delle prestazioni. Si possono migliorare le proprie prestazioni sia per quanto riguarda gli aspetti fisici, grazie alla regolazione delle funzioni corporee, sia per quanto riguarda gli aspetti psichici quali memoria, intuizioni interiori, ricordi.
  • Diminuzione della percezione del dolore. La tecnica concentrativa applicata alla riduzione della sensibilità dolorifica permette al dolore di comparire in forma molto più attenuata. La tecnica volta alla diminuzione del dolore è utile soprattutto per affrontare un trattamento odontoiatrico o nella preparazione al parto.
  • Si acquisisce una maggiore concentrazione nei compiti che si devono svolgere e una più ampia capacità di prendere decisioni. Questo rafforzamento interno e profondo infonde coraggio e determinazione per affrontare i piccoli e i grandi problemi della vita, sia nel mondo del lavoro che nell’ambito familiare.
  • Beneficio non meno importante apportato dal T.A. è una migliore conoscenza globale di sé stessi, del proprio mondo interiore. Nella condizione di perfetto rilassamento fisico e psichico è possibile vivere una produzione di immagini e ricordi che spontaneamente affiorano dall’inconscio grazie all’allentamento della censura (un po’ quello che avviene nei sogni).

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Il T.A. stimola la naturale capacità dell’organismo ad attivare le proprie risorse per recuperare le energie necessarie a migliorare le prestazioni fisiche e mentali. Può essere considerato una grande arma per la mente e può produrre i suoi benefici solo se lo si acquisisce con grande determinazione e lo si apprende con precisione, correttezza e perseveranza, senza attribuirgli poteri miracolosi. Il Training Autogeno è anche ottimo strumento per la prevenzione di sintomatologie e manifestazioni psicosomatiche legate all’ansia e allo stress in quanto aiuta la persona a controllare più efficacemente le proprie tensioni emotive.

È particolarmente indicato in campo “non clinico”:

  • nello sport, nel mondo dello spettacolo (riduce l’ansia da prestazione e la paura di esibirsi)
  • nel lavoro (consente maggiore produttività, allevia le tensioni, diminuisce l’assenteismo e migliora i rapporti interpersonali coi colleghi)
  • nella scuola (migliora le prestazioni in caso di esami o interrogazioni)
  • nella psicoprofilassi al parto (riduce la paura del dolore)
  • nelle cure estetiche, soprattutto per persone che tendono a somatizzare le tensioni a livello del viso a seguito del continuo rimuginare.

In medicina e nelle malattie psicosomatiche:

  • disturbi d’ansia generalizzata
  • attacchi di panico
  • stress
  • insonnia
  • disturbi d’ansia persistenti e cronici cui hanno fatto seguito, nel tempo, dei sintomi di tipo psicosomatico quali:
  1. disturbi gastro-intestinali (stitichezza, ulcere, coliti, gastriti)
  2. disturbi respiratori (tosse nervosa, sinusiti, bronchiti, asma, riniti)
  3. disturbi della pelle (eczema, psoriasi, irritazioni cutanee generalizzate)
  4. disturbi cardiocircolatori (ipertensione e tachicardia)
  5. disturbi ginecologici (dismenorrea)
  6. disturbi della sfera sessuale (vaginismo, impotenza secondaria, frigidità, eiaculazione precoce, ansia da prestazione)
  7. disturbi del ritmo sonno-veglia (insonnia, risveglio prematuro, cefalee).

In Psicoterapia:

  • in combinazione con tecniche di psicologia comportamentale (desensibilizzazione sistematica, rieducazione del comportamento)
  • come appoggio complementare in terapie ad orientamento analitico
  • per curare la dipendenza da sostanze eccitanti o stupefacenti;
  • per curare disturbi nevrotici a sfondo ansioso, attacchi di panico.

 

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Il Training Autogeno non è:

  • Una pratica ipnotica, in quanto la vera ipnosi si giova sempre di direttive esterne (etero suggestione). Il T.A. invece è autoindotto, nel senso che si rimane comunque sempre vigili e in qualsiasi momento si può interrompere il rilassamento. Una definizione data da Schultz che rende bene l’idea è quella di “restringimento del campo della coscienza”, ovvero di sensazione simile a quella dell’addormentamento, stato nel quale non si è completamente attivi ma non si è neanche privi di consapevolezza.
  • Una pratica Yoga, anche se viene definito lo “Yoga Occidentale”. Dello Yoga mancano gli esercizi fisici, e inoltre la concentrazione nella pratica Yoga è di tipo attivo e si avvale di spunti meditativi a contenuto religioso. Nel T.A. ci si concentra invece solo passivamente, ed essenzialmente su sensazioni somatiche.
  • Un riflesso condizionato dal conduttore, nel senso che gli esercizi del Training non sono semplici risposte individuali a ciò che il conduttore dice di fare, ma si tratta di un allenamento volontario, in cui il controllo rimane all’individuo che apprende da solo la tecnica e la dirige. E’ una differenza fondamentale.
  • Un surrogato dei farmaci. Nessun paziente può o deve credere di poter magicamente sostituire i preparati farmaceutici con il T.A. Lo scalaggio dei farmaci è possibile in modo graduale e solo sotto stretto controllo medico. Per quanto riguarda in particolare gli psicofarmaci è abbastanza comune che dopo un certo periodo di allenamento se ne senta minore bisogno. Del resto, più queste sostanze vengono usate minore è il loro effetto sedativo, mentre per il T.A. vale il contrario: più ci si esercita più si potenzia l’effetto.

 

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Il percorso di apprendimento al Training prevede due cicli: il Training Autogeno di Base (o Somatico) e il Training Autogeno Superiore. Nella maggior parte dei casi ci si ferma al solo apprendimento del ciclo inferiore, già di per sé sufficiente per affrontare moltissime problematiche psicofisiche. Il programma di allenamento al Training Autogeno di Base si sviluppa attraverso la pratica di esercizi suddivisi per sessioni: la pesantezza, il calore, il cuore, il respiro, il plesso solare, la fronte fresca.  La persona, seguita dal terapeuta, impara un esercizio e poi lo esegue regolarmente a casa, ogni giorno. Quando l’esercizio è ben appreso, si passa a quello successivo. L’allievo prende nota dei vissuti delle sue esercitazioni trascrivendoli in un protocollo che serve al terapeuta per monitorare l’allenamento. Gli esercizi del Training Autogeno consistono nel ripetere mentalmente formule verbali standard, ideate per ciascun esercizio con lo scopo di realizzare stati mentali e vissuti psicosomatici specifici. È necessario potersi allenare in un ambiente tranquillo, senza disturbi esterni, in posizione comoda. Successivamente, una volta ben appresa la tecnica, la si potrà praticare, in caso di necessità, anche in ambienti non tranquilli. Dopo il periodo di allenamento svolto sotto la supervisione di uno Psicologo, si è perfettamente in grado di utilizzare tale tecnica in modo totalmente autonomo, ogni volta che il soggetto ne senta la necessità, e in ogni situazione in cui la persona sente di poterne trarre beneficio. È opportuno ricordare anche che in particolari condizioni cliniche come quelle sottoelencate, il consulto del proprio medico di base risulta necessario prima di intraprendere il percorso di allenamento al Training:

  • depressione grave
  • disturbi di tipo psicotico
  • ipertensione arteriosa trattata con beta-bloccanti
  • insufficienza cardiaca
  • tutte le forme di diabete trattate con insulina
  • disturbi ossessivi compulsivi gravi
  • epilessia
  • ulcera emorragica sanguinante

Una volta appreso il ciclo inferiore o somatico del Training Autogeno è possibile passare a quello Superiore o Psichico al fine di ricercare una maggiore autoconsapevolezza.

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